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Friday, 29 June 2012

Il silenzio sarebbe più confortante


Mi dicono che il fatto che gli Italiani abbiano reazioni così entusiastiche nei confronti di una partita degli Europei sia un buon segno: vuol dire che siamo vivi, che abbiamo un cuore, che percepiamo un’unità nazionale che a tratti, negli ultimi tempi, è sembrata appannata. Che ne vogliamo essere partecipi, viverla. Ma dimostrare di essere così appassionati, così vivi, recettivi, non è forse ancora più tragico? 
Dov’era la passione, lo spirito, quando si approfittavano di noi, quando con la scusa di garantire ai giovani un futuro migliore, tagliavano sulle pensioni dei nostri genitori, dei nostri nonni, quando tagliavano sulla sanità, sulla scuola, quando investivano in “fondamentali” grandi opere, quando ci facevano diventare lo zimbello del mondo intero? 
Forse avrei preferito conservare un’immagine degli Italiani come malati terminali, involucri spenti, dall’elettroencefalogramma ormai irrimediabilmente piatto.
Hamid Ziarati, scrittore iraniano, durante una conferenza sulla Primavera araba cui ho avuto modo di assistere, era intervenuto chiedendosi, allibito, come fosse possibile che nel nostro Paese nessuno fosse sceso in piazza per dissentire, per reagire in risposta a un sistema palesemente sbagliato, chiedendosi come avessimo potuto preferire piuttosto chinare, sordi, la testa. 
Afa: ho la finestra aperta. Sento urla, giubilo, fischi e trombe da stadio, ma, di fronte a me, vedo anche la faccia di quello scrittore, la sua domanda mi pungola insistente, e io non posso fare a meno di vergognarmi. Penso che il silenzio sarebbe più confortante. Avremmo finalmente la sicurezza della nostra impotenza, saremmo assolti: tranquilli, non c’è più niente da fare. Non c’è mai stato niente da fare.

Thursday, 6 October 2011

Thinking... too much

Il lato del pollice della mia mano destra rappresenta il mio attuale stato d'animo.
Il fatto che sia scorticato praticamente a sangue non è, pertanto, un buon segno.

Tuesday, 27 September 2011

Fobie

Fobie: ognuno ha le sue. Io per esempio ho quella delle cimici. Mi direte che è irrazionale, che non fanno nulla e che sono solo bestie stupide, ma io ne ho il terrore. La mia paura è talmente grande che non posso pensare di dormire in una stanza in cui ce ne sia una, tant'è che qualche hanno fa, appena ne sentii una ronzare sbatacchiando di qua e di là per camera mia, presi cuscino e coperta e me ne andai a dormire piegata in due su una poltrona del salotto. Non vi dico il torcicollo la mattina seguente.
Pochi giorni fa, rincasando e vedendone una in agguato sullo specchio dell'ascensore, optai per farmi cinque piani di scale a piedi.
Alcuni minuti fa, appendendo la borsa all'appendiabiti, ho quasi fatto morire di infarto mia madre cacciando un urlo e scagliando per terra la borsa in questione. Una cimice stava camminando sopra la tracolla.
Non so che farci, preferisco di gran lunga una vespa che mi ronza attorno rispetto a una cimice che mi vola sulla testa. La cosa grave è che oggi sarò costretta a barricarmi in camera, essendo a casa con la febbre e assediata dalle cimici, entrate approfittando del via vai dei muratori. Una di quelle giornate perfette, non vi pare?

Wednesday, 21 September 2011

Inutilità

Manco da questi lidi ormai da quasi quattro settimane e già da due sono tornata alla quotidiana monotonia. Che dire: infine sono riuscita ad andare a sentire i Verdena, non all'Hartvest ma al Metarock di Pisa e, ovviamente, mi sono piaciuti anche questa volta. Poi ho ricominciato a studiare e ho iniziato a lavorare a un progettino interessante su cui però rimarrà il silenzio stampa un altro po', giusto per scaramanzia. Tra l'altro, a mie spese, ho imparato che se si tiene particolarmente a un progetto a cui si è pensato per anni, e, contemporaneamente, si tiene particolarmente a un amico, conviene non rendere partecipe il suddetto amico, per quanto bene gli si voglia. Anyway. Nessun'altra 'nius' in particolare, per il momento cerco solo di non pensare a cosa non sarà tra qualche tempo, quando mi verrà quotidianamente voglia di sbattere violentemente la testa contro il muro da tante saranno le cose da fare. Nothing more to say. Un post davvero inutile, ve lo concedo.

Wednesday, 24 August 2011

Fiori di carta e deliri

Ed è infine nell'afa tutta torinese che mi decido a scrivere questo primo -letteralmente- sudato post. Non un'idea improvvisa, in realtà, vista la continua procrastinazione dell'evento, ma avendo ogni tanto la necessità di buttare giù qualche delirio e magari condividerlo con altri, perchè indugiare ancora?
Non aspettandomi di certo che qualcuno legga queste righe, almeno per il momento, comincio con l'accontentarmi di scrivere per l'immenso vuoto, che vuoto poi non è, della rete. Così, quasi come esercizio retorico.